5 Poems on Fear and Courage

Written in English by Charles Simic

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Skywalking

Much grief await us, friends.
From this day on
We’ll be testing our courage
Like those men who stretch a wire
Between two skyscrapers,
And set out to walk on it,
Bringing along an open umbrella
Which the wind may take away
When they are just halfway,
And then go and amuse itself
Bouncing it off walls on the way down,
We are likely to forget the fellow
Waving his arms up there
Like a scarecrow in a dust storm.


Some People Out Late

Unknown bird, you screeched
Once, then twice more,
As if a knife slit your throat
In one of the huge trees
At the far end of our yard.

It made the boy in his mother’s arms
Stir in his sleep.
Earlier there’d been talk of war
And of the long summer,
When night fell

Masking our faces
With what remained unspoken
In the returning quiet,
A bit of blood lingering
Where the sun went down.


Men Falling Out of the Sky

What a dark turn of mind you’d given me,
Lovely September evening,
As I roamed the streets of New York,
Stealing glances at the sky
And then looking down at my feet.

Only the night that comes early this time of year
Knew what I was feeling.
It made every street seem unfamiliar,
The still open stores dimly-lit
As if a séance was being held in them.

I thought, you must be feeling this way too,
So I ought to stop by and pay you a visit,
Press the buzzer and announce my name.
But when I did, there was no answer,
Though there were lights in your windows.

I stood looking up and recalling the day
We stood side by side in the street
Watching men jump out of a burning tower,
Till we couldn’t anymore and fled
Finding excuses not to see each other again.


Something Evil Is Out There

That’s what the leaves are telling us tonight.
Hear them panic and be struck dumb,
So although we strain, we hear nothing,
Which is more terrifying than something.

Minutes seem to pass, whole lifetimes,
While we wait for it to show itself
This moment, or perhaps the next?
As the trees rush to make us believe

Their branches beating against the house
To be let in and then reconsidering,
All those many leaves falling quiet
As if not wishing to add to our worries,

With something evil already out there,
And drawing closer and closer to us
The house dark and quiet as a mouse,
If one had been brave to stick around.


Strolling Players

Carrying a coffin of a soldier one night
Through a small, sleeping village,
Then filing into someone’s yard,
Hoping dogs won’t bark, children won’t cry
And whoever is awake will look out
As they go and distribute their parts

To enact without a word being spoken,
A few scenes from their neighbor’s life,
Already grown remote and obscure
As if it had been only a wisp of smoke
That lingered briefly over a rooftop
While our eyes were busy elsewhere,

In this land grown numb from its wars,
Forgoing any public display of grief,
Save for this lone figure stepping forward
With arms raised as she pleads to God
For a bit of stage magic to make her boy rise
From where he lies and stroll home with her.

Published July 3, 2017
© Charles Simic for La Milanesiana 2017, founded and directed by Elisabetta Sgarbi

5 poesie sulla paura e il coraggio

Written in English by Charles Simic


Tradotte da Matteo Campagnoli

Skywalking

Molto dolore ci attende, amici miei.
Da oggi in poi
testeremo il nostro coraggio
come quelli che tendono un cavo
tra due grattacieli
e si apprestano a camminarci sopra
portandosi dietro un ombrello aperto
che il vento potrebbe strappar loro di mano
quando sono giusto a metà strada,
per poi continuare a divertirsi
facendolo rimbalzare sui muri mentre cade
e noi probabilmente ci scordiamo
del tizio che si sbraccia lassù
come uno spaventapasseri nella tormenta.


Gente fuori tardi

Uccello sconosciuto, hai strillato
una volta, poi altre due,
come se un coltello t’avesse sgozzato
in uno di quegli alberi enormi
in fondo al giardino di casa.

Hai fatto agitare nel sonno il bambino
in braccio a sua madre.
Prima, si parlava della guerra
e dell’estate infinita,
mentre la notte in arrivo

ci mascherava le facce
con ciò che era rimasto inespresso
nella quiete che tornava,
un rimasuglio di sangue indugiava
dov’era sceso il sole.


Persone che cadono dal cielo

Che brutti pensieri m’hai messo in testa,
incantevole sera di settembre,
mentre andavo in giro per New York,
gettando occhiate furtive al cielo
e poi guardandomi i piedi.

Solo la notte precoce in questa stagione
sapeva cosa stessi provando.
Rendeva estranea ogni strada,
i negozi ancora aperti con la luce fioca
come per una seduta spiritica.

Ho pensato, forse anche tu ti senti così,
allora dovrei passare a trovarti,
premere il citofono e dire il mio nome.
L’ho fatto, ma non c’è stata risposta,
benché le tue finestre fossero accese.

Guardavo su e pensavo a quel giorno
in cui fermi in strada guardavamo insieme
le persone gettarsi da una torre in fiamme,
finché non potendone più eravamo fuggiti
inventandoci scuse per non rivederci.


C’è qualcosa di malvagio là fuori

È quello che ci dicono le foglie stanotte.
Sentile che vanno in panico e ammutoliscono,
sicché anche sforzandoci, non sentiamo nulla,
che è più spaventoso che sentire qualcosa.

Sembrano trascorrere minuti, vite intere,
mentre aspettiamo che si mostri
in questo istante, o forse il prossimo?,
come si affrettano a farci credere gli alberi

con i rami che colpiscono la casa
per essere ammessi salvo poi ripensarci,
tutte quelle foglie innumerevoli che si zittiscono
come se non volessero allarmarci ulteriormente

con qualcosa di malvagio già là fuori,
che a ogni istante si fa sempre più vicino,
la casa buia e silenziosa come un topo,
se solo avessimo avuto il coraggio di restare.


Attori ambulanti

Portano la bara di un soldato una notte
attraverso un piccolo villaggio assopito,
poi s’infilano nel cortile di qualcuno,
sperando che i cani non abbaino, che i bambini
non piangano e che chi è sveglio guardi fuori
mentre vanno in giro a distribuire le parti

per recitare senza dire una parola
alcune scene tratte dalla vita di un vicino,
già diventata remota e oscura
come fosse stata solo un filo di fumo
attardatosi per poco sopra un tetto
mentre i nostri occhi erano presi altrove,

in questa terra ormai inebetita dalle guerre,
che rinuncia alle pubbliche dimostrazioni di dolore,
tranne questa figura solitaria che si fa avanti
con le braccia alzate mentre implora Dio
ché con un colpo di teatro faccia sì che il suo ragazzo
si rialzi da dov’è e passeggi verso casa insieme a lei.

Published July 3, 2017
© Charles Simic per La Milanesiana 2017, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi
© 2017 Matteo Campagnoli


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These 5 new poems by Pulitzer Prize-winning poet Charles Simic have been written, and translated into Italian, expressly for La Milanesiana 2017. The event, which will run through July 13 in Milan and other Italian cities, has “Fear and Courage” as its guiding line. We would like to thank Charles Simic, Adelphi publishing house, and Elisabetta Sgarbi, founder and artistic director of La Milanesiana, for kindly granting us permission to publish the poems.

Le cinque poesie inedite di Charles Simic qui proposte sono state scritte e tradotte appositamente per La Milanesiana 2017. Il tema del festival, che si chiuderà giovedì 13 luglio, è “Paura e Coraggio”. La serata che ha visto tra i suoi protagonisti il poeta americano, premio Pulitzer nel 1990, si è svolta al Piccolo Teatro Grassi di Milano il 29 giugno. Si ringraziano Charles Simic, la casa editrice Adelphi e Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttrice della Milanesiana, per averci gentilmente concesso di riprodurre le poesie.


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