Il mezzogiorno from Ore del giorno. 7 gennaio

Written in Italian by Vanni Bianconi

Add

Asia Minore. Ma è la Misia, è il civico
sbagliato, sono al 6 di Rue Appert
(Nicolas, longevissimo inventore
delle conserve alimentari ermetiche).
Regna Telefo qui, sposo di Iera,
si dice fosse più bella di Elena,
che per questo l’Iliade non ne parla
(ma tante fonti lo dicono: i greci
sbarcati lì per sbaglio l’hanno invasa,
il re è ferito, e guarito, da Achille).
Sparano un colpo al 6, che sono archivi
e al 10 erano ancora tutti vivi.

Il primo a morire è Protesilao.
Di nuovo una questione di indirizzo,
era il suo primo giorno in quell’immobile,
si è alzato presto, viveva lontano
da Paris, arrivarci un lungo viaggio;
gli han chiesto a che piano è Troia. Non so,
avrà risposto l’impiegato, addetto
alla manutenzione, non custode
(le fonti differiscono al riguardo),
il collega l’ha preso tra le braccia
quando è caduto e l’ha portato in salvo
nell’ufficio lì dietro ma per niente.
La sua era la casa delle correnti
d’aria, dice uno del paese: porte
sempre aperte. La multinazionale
ha proposto un minuto di silenzio,
420.000 impiegati
ti danno 7.000 ore, quasi
un anno di silenzio e uguale a niente
(han fatto scena muta i portinai?
Squillavano i telefoni o qualcuno
alzata la cornetta respirava?);
suo fratello Podacre ha da ridire
che è come secondario tra le vittime.
Qualche anno fa ha messo in fuga due tizi
che gli volevano rubare il camion,
non è che una simmetria tra le tante;
al villaggio dipingono un cartello
«A notre Fredo» dice, «A notre Fredo».

Come il firmamento taciturno di insetti
luminoso nel sole basso mattutino
fa gravitare le rondini attorno a sé come pianeti
con battiti di piccoli cuori, di ali
aguzze e becchi: stridono le sfere
stringono il cerchio ingoiano il centro
e infilano la tangente dentro il muro.

In quel momento appare sulle scale
una donna che esce dal giornale
sotto assedio e che ha con sé la chiave,
era scesa per prendere sua figlia
o era scesa a fumare. «Com’è vero
che il fumo uccide» sarebbe la satira
se per essere tale l’essenziale
è dissacrare, stupire, ferire.
Ma soprattutto dissacrare: e se
sacro fosse il diritto non di essere
rispettati, bensì di rispettare
e così contravvenire al dovere
di bestemmiare perché si può fare?

Come di lì a poco in ogni funerale
vedere la bara che affonda nella terra
fa fluire un’onda di sangue al cuore e il cuore
pesa, così capita ai tre nell’ascensore
quando si aprono le porte al piano,
il piano che tra l’altro era sbagliato,
allora scorrono ancora sangue nelle vene
e battenti nei binari e le dita
sulla tastiera, scatta la serratura e sono entrati.

Dentro, la redazione era in riunione.
Torte, uno aveva il compleanno, giochi
di parole, disegni e discussioni:
Soumission di Houellebecq, jihad, banlieues.

Come l’aria calda dentro in auto
condensa a contatto con il parabrezza freddo
e mostra l’acqua che sappiamo che è nell’aria
che respiriamo, abbiamo sempre in bocca
e nei polmoni, ma un po’ lo dimentichiamo,
così un buon numero degli argomenti
appena discussi si materializza lì in ufficio
con AK-47 e lanciarazzi in mano.

A loro volta parlano anzi gridano
prima il nome del dio che stanno per
ferire, poi «Echépolo!», così
si chiama il direttore del giornale.
Lenti spesse, un ragazzo senza età
che si alza piano e con voce che non
ti aspetti così bassa dice Echépolo
c’est moi e come voleva muore in piedi.

Come l’ala del passero incastrato sbatte
contro il vetro singolo della finestra
e non si può dire quale è più fragile
e sul punto di spezzarsi.

Il fantasma di Echépolo ritorna
in maggio sotto forma di un suo libro
o di opinioni, che un’età ce l’hanno,
irrigiditi su una posizione
ci può scorrere il mondo sotto i piedi,
si scambiano la destra e la sinistra.
Il fantasma di Echépolo è convinto
che sia paternalistico evitare
l’ennesima gratuita umiliazione
a chi è umiliato, oppresso e marginale;
e non solo: così si compromette
la libertà di parola. Ma allora
non evita il dissidio alla radice
la libertà di reticenza? Scegliere
di piangere se un altro uomo piange –
faccende di coscienza attraversate
ignaro da un fantasma che è astrazione.

Come quando le porte della metropolitana
stanno per chiudersi di scatto e i vagoni
emettono il concitato segnale di chiusura
ma le porte sono ancora aperte e non sai
se saltare dentro o stare, così
non sai se sarai intuitivo e lucido
o in panico di paralisi quando
qualcuno di cui vedi solo gli occhi
ti punta un fucile in faccia –
per lo più entrambe le cose, sei così lucido
da simulare il panico, attenerti al protocollo.

Proteggere la gente, ce l’aveva
nel sangue Elefenorre e forse si è
buttato contro i colpi per proteggere
Echépolo colpito: uccisi entrambi.
Suo fratello gemello è poliziotto
anche lui (e i cartelli scriveranno
che «siamo tutti sbirri»); Elefenorre
ne aveva viste di battaglie, Libano
Bosnia Cambogia Afghanistan ma ora
passava il tempo in campagna a arredare
casa di oggetti trovati e souvenir,
a far la siesta con la figlia May
sulle ginocchia, a far correre gli anni.
Compiva gli anni da lì a quattro giorni.

Come quando stai per schiantarti con la bici
simultaneamente conscio di ogni dettaglio,
incapace di intervenire anche su uno solo.

La nonna lo chiamava «petite teigne»,
lo battezzarono Simoesio per
il fiume Simoenta che la tinea
guarisce, o almeno è così che si dice.
Lui due cose credeva di far bene
ed erano il disegno e l’amicizia.
Così aveva dei modi da orsacchiotto
ma mai paura di aprire la bocca,
cercava di far ridere perché
poi rimanesse l’imbarazzo in bocca,
frequentava le prigioni e i processi
per cogliere rapporti umani ai margini,
Simoesio è caduto bocca a terra,
quarto nome caduto nella guerra.

Come quando si rifà uno sforzo
fatto il giorno prima o di recente
ma ora sotto il sole cocente il respiro
ci nutre appena come se il palato
suda e l’aria goccia nella cavità oleosa.

Leuco ha creato un festival di viaggio
di carnet di disegni e di persone
che viaggiano e disegnano i carnet;
anche stavolta ha portato un prosciutto
a Democoonte che l’ha dato al cane.

Sette giorni ai settantasette anni,
Democoonte ha già perso suo figlio,
Democoonte è un gentile, occhi candidi,
un sorriso di cancro malizioso,
un personaggio di Democoonte
«Mon Boeuf» è nel dizionario francese.
Democoonte ospite dei lettori
girava le province per cercare
cosa non gli piaceva, signorotti
locali, convenzioni sociali, è
che il reportage può essere più empatico
e sfumato, l’attualità è crudele.
Gli sarebbe piaciuto essere più
crudele, a Democoonte, che spesso
rideva anche se non c’era da ridere.

Come un libro intitolato
Meursault, contre-enquête
dà voce senza nome
a chi non è stato ucciso
sotto il sole sulla spiaggia
senza nome, l’arabo fratello
dell’arabo senza nome ucciso.

Discreto e pudico il kabil Dïore
è nato a Ait Larba, si nascondeva
per leggere (Baudelaire), dei missionari
l’hanno educato e preso in biblioteca.
Arrivato a Parigi percorreva
i posti che conosceva dai libri,
recitava poesia spesso par coeur.
Correggeva le bozze del giornale,
lui col suo accento berbero corregge
l’amata lingua francese e i suoi errori.

Allora, raccontatemi di Piro,
l’unica donna uccisa nello scontro,
la prima ebrea, la psicoterapista:
di lei anche se atea praticante
parla un rabbino e il rabbino dice, Piro,
Dio forse è già sul tuo divano, «Allora,
mi racconti» gli dici mentre il fumo
della tua sigaretta cuce nuvole
sopra la nostra testa – che il tuo nome
vuol dire «sarto» in arabo e in ebraico.
Allora, raccontatemi di Piro,
l’unica donna uccisa nello scontro.

Come passare altrimenti
da un morto al vivo
che sta per morire?

Con l’ultimo disegno come sempre,
c’è qualcosa che lo urta, scandalizza,
ecco un’immagine gli sorge in testa
e solo allora cerca il testo, un tratto
verbale, e solo allora ecco disegna,
Fegèo, con il suo stile da incisione
su legno che non deforma: carezza,
Fegèo educava il suo occhio senza sosta.
Suo l’ultimo disegno dal giornale,
«Et surtout la santé!» quella mattina,
di Fegèo che era sempre dalla parte
del più debole e spesso si chiedeva
se si può vivere senza usurpare.

Come ogni tanto sono le nuvole
che attraversano un aereo
e ogni tanto il suo suono un cielo vuoto.

Hodio, l’economista, sosteneva
la gratuità per vincere la crisi
spinto da spiriti senzadio, Marx,
Keynes, ’68, Houellebecq, Rieumes-Savères,
e sogni razionali, incubi reali
di mercato, eco-politici mali.

Festo è nato in Tunisia da una franco-
italiana e un polacco entrambi ebrei,
il padre ucciso nel ’36, Festo
ha detto: «il suo fantasma non mi ha mollato
per tutta la mia vita», e: «il paradiso
è popolato di idioti che credono
che esiste» e ha detto: «il cammino più corto
da un uomo all’altro è lo humour» e alla moglie:
«getterai le mie ceneri nel cesso
così ogni giorno ti guarderò le fesses»
e albeggerà di rosso la moquette.

Come avranno fatto
a incidere il suo nome col refuso
sulla targa commemorativa.

Un figlio della Senna St. Denis
compiva gli anni il giorno dopo, era alto
1 e 75, riservato
e modesto Scamandrio, è un poliziotto
ma nessuno in quartiere lo sapeva,
ufficialmente Ahmed, a casa Hocine,
per gli amici a Livry-Gargan è Memed.
Nulla gli valse l’arte delle armi
con l’arma di servizio (e per i tagli
neanche i proiettili per allenarsi
spiega Rocco Contento, il commissario)
contro le armi da guerra, lo feriscono
quando a terra si arrende lo finiscono:
«Ci vuoi far fuori?» gli hanno chiesto. Lui:
«No, capo, no» alza la mano, Scamandrio,
ed è un’esecuzione il colpo in testa.

Come un’esecuzione il colpo in testa.

E che astrazione questi due fratelli,
le loro gambe nere o gli occhi dolci
e le grida e il grilletto, morti come
gli altri morti prima di averli uccisi.

Published January 7, 2017
© 2016 Vanni Bianconi

Пoлдeнь from Час за часом. 7-ое января

Written in Italian by Vanni Bianconi


Перевод на русский Сергея Дурасова

Малая Азия – но только Мисия; тут вышла
ошибка с номером: они у дома шесть по рю Аппер
(того Аппера, что, прожив чуть не столетье,
консервы пищевые изобрел);
здесь царствует Телеф, супруг Гиеры;
она была прекраснее Елены, говорят,
и, мол, поэтому о ней молчит Гомер
(но говорят источники другие: греки
сюда причалив, вместо Трои, по ошибке,
напали на невинную страну;
Телеф был ранен, но исцелен Ахиллом).
Итак, стреляют в доме шесть – там, где архив,
а в доме десять все покуда живы.

Был первым умерщвлен Протесилай.
Опять вопрос об адресе: был первый
его работы день на этом месте;
встал спозаранку, ведь живет он далеко
за городом, в селе, ему сюда –
еще попробуй доберись; его спросили:
«Эй, Троя на котором этаже?»
– «Не знаю»: он по сервису ведь, не портье
(хотя источники об этом разногласят);
коллега подхватил его под руки,
когда упал он, и втащил туда,
где безопасно, в офис, но – уж поздно.
«Он жил всегда, считай, на сквозняке, –
сказал один из их селения. – Для всех
была открыта дверь его». И фирма
международная минутою молчанья
его почтила: весь их штат,
четыреста и двадцать тысяч человек,
взять по минуте, это в сумме чуть не год
молчанья, только много ль в этом проку?
(Что, онемели и швейцары у дверей?
и разрывались телефоны, или всё же
брал трубку кто-то и давал ответ?)
А брат его, Подакр, тот горюет,
что из всех жертв он – будто бы в тени;
он как-то раз двоим намылил шею,
что у него угнать хотели грузовик,
а тут симметрия как будто… – что ж, бывает;
в селе, сказал, повесили плакат:
«А notre Frédo», в честь «нашего Фредó».

Как небосвод молчаливый, от насекомых блестящий
в лучах еще низкого, только встающего солнца,
по кругу пускает, притягивая, будто планеты,
ласточек, в биенье их малых сердечек, их острых
крыльев, их клювов; они расчерчивают стрекотом сферы,
и кольца сужают и, середину склевавши проворно,
мгновенно скрываются в стенах.

И в этот миг на лестнице явилась
сотрудница редакции; она,
не зная об осаде, вниз, с ключом,
сошла – толь дочку из детсада привести,
толь покурить… «Как всё же это верно:
куренье – убивает!», чем не тема
сатиры, если главное для жанра –
в том, чтоб кощунствовать, и возмущать, и ранить.
Но главное – кощунствовать; а если
священно было бы не право, чтобы нам
оказывали уваженье, но чтоб мы,
мы уважали, вместо злого долга –
кощунствовать, раз не запрещено?

Как, каждый раз, погребальный обряд завершая,
смотришь на гроб, что погружается в землю,
и подымается кровь к сердцу волною, и сердце
сдавливает, так и с тремя, что в лифте, когда им открылись
двери на этаже – хоть не на том, что был нужен:
кровь побежала быстрее по венам, а створки дверей –
по направляющим; пальцы, дрожа, набирали
код на двери, и сработал замок, и – вошли.

А там, в редакции, все в сборе; там был торт
по случаю чьего-то дня рожденья; каламбуры,
карикатуры, обсуждали Уэльбека,
его «Soumission», джихад, banlieues

Как теплый дух внутри автомобиля, от встречи
с холодным стеклом, сгущается в воду, что, как известно,
в воздухе есть, которым мы дышим, и на наших губах,
и в легких, хотя мы об этом не помним, так вдруг
куча вопросов, о которых лишь только что был разговор,
плоть обрели в редакционной приемной,
с «АК-47» и гранатометом в руках.

И тоже говорят – верней, кричат:
во-первых, имя бога, что сейчас
столь тяжко оскорбят, затем: «Где Эхепóл?»
(так звали главного редактора газеты).
В больших очках, без возраста мальчишка,
он встал и неожиданно глухим
ответил голосом: «Я Эхепол», «C’est moi»,
и умер стоя, как говорил когда-то.

Как крылышко воробья, залетевшего в комнату,
колотится о тонкое летней рамы стекло, и не знаешь,
что из двух более хрупко,
и вот-вот разобьется…

Но призрак Эхепола возвратится
пять месяцев спустя в обличье книги:
собранья мнений, что давно уже не новы;
когда упрямится кто на одном и том же –
то мир готов по кругу обойти,
покуда левым правое не станет.
Так, призрак Эхепола убежден,
что унизительный патернализм – беречь
того, кто оттеснен, унижен, угнетен,
от очередного униженья,
что это компрометирует саму
свободу слова. Но если так,
то не избавит ли от противоречья в корне
свобода промолчать? иль выбрать скорбь,
когда скорбит другой? – но этот выбор
возможен лишь для совести живой,
которой призрак, тень, не обладает.

Как когда в вагоне метро раздвижные двери готовы
резко сомкнуться, и взволнованный раздается сигнал
об отправлении, но они открыты еще, и не знаешь,
толи запрыгнуть, толь поезда дожидаться другого,
так ты не знаешь, будет ли чуток и ясен твой ум,
иль паникой парализован, когда ты увидишь
некого в маске, с открытыми только глазами,
что тебе тычет в лицо автоматом – скорее всего,
и то и другое: ум будет столь ясен, что станет
симулировать панику, следуя протоколу.

Казалось, Элефéнор был рожден,
чтоб ближних защищать – вот и сейчас
он бросился на выстрелы, готовый
прикрыть собою Эхепола: были оба
убиты вместе. Он, как и брат его, близнец,
был полицейским (и потом напишут
для шествия таблички «Все мы копы»);
Он в жизни виды всякие видал:
Ливан и Боснию, Афганистан, Камбоджу;
теперь же, дом в деревне свой наполнив
кучею собранных по миру безделушек,
бывало, дочку на колени посадив,
играл с ней в час сиесты, ну, а годы
пускай бегут себе… Через четыре дня
ему должно их было стукнуть сорок девять.

Как когда ты уже падаешь на велосипеде,
в одно мгновенье, разом, осознавая каждую мелочь,
но уж не в силах помочь себе вовсе ничем…

Для бабки он был «маленький пострел»;
а впрочем, его звали – Симоэсий,
по речке Симоэнту, чья вода
имеет свойство исцелять на теле раны,
по крайней мере, так передают.
Он сам считал, что два на свете дела
умеет делать хорошо – дружить
и рисовать. Был увалень, похож
на медвежонка, но в карман за словом
не лез, любил смешить друзей, да так,
чтобы от смеха всем сводило скулы;
еще ходил по тюрьмам и судам,
ловя черты людских повадок
в среде преступной; Симоэсий пал
ничком, четвертой жертвою войны.

Как когда, бывает, ты вновь повторяешь усилье,
сделанное только вчера или очень недавно,
теперь же твое под пылающим солнцем дыханье
изнемогает, и нёбо пересыхает от жажды,
а воздух – как капля воды в пустоте маслянистой.

Левк фестиваль блокнотов путевых
придумал – для таких людей,
что делают в блокнотах зарисовки
во время путешествий, а теперь
принес Демокоонту ветчину –
гостинчик вкусный для его собаки.

Семьдесят семь без семи дней: успел
уже и сына он похоронить –
Демокоон: степенный, сероглазый,
всегда с ехидною улыбкой на устах;
его герой «Mon Boeuf» вошел в словарь;
любимец публики читающей, Демокоон
провинцию исколесил, охотясь
за ненавистным типом мещанина,
общественное бичуя лицемерье,
стараясь делать репортажи резче,
болезненней, ведь актуальность
всегда жестока. А ему хотелось
еще жесточе быть, Демокоону,
смеясь и там, где не до смеха вовсе.

Так, как «Мерсо. Второе следствие» дало
голос другому, не убитому на пляже,
арабу безымянному, что брат был
того убитого, без имени, араба.

Стыдливый, сдержанный всегда, кабил Диор
рожден в Аит-Ларбá, читал украдкой
Бодлера; в миссионерской школе
он завсегдатаем библиотеки был.
Когда ж в Париж приехал, обходил
все те места, что знал давно по книгам;
поэтов многих наизусть читал.
В журнале гранки правя, со своим
берберским выговором, он исправлял
погрешности любимой им французской речи.

Ну, а теперь вы расскажите мне о Пиро,
одной лишь женщине, убитой в схватке этой.
Еврейка родом, психоаналитик.
При погребенье, хоть была и атеистка,
к ней обращаясь, говорил раввин:
«Бог, может быть, уж на твоем диване
сидит, а ты ему: «Рассказывайте, Бог…»,
в то время как дымок от сигареты
шьет облачко над головой твоей,
напоминая, что фамилия твоя –
«портной» в иврите – как и по-арабски.
Так что теперь вы расскажите мне о Пиро,
одной лишь женщине, убитой в схватке этой.

А как же иначе еще перейти мне
от мертвого – к живому,
что будет мертв через мгновенье.

С последним из рисунков, как всегда:
есть что-то, что волнует, возбуждает:
вот образ он рождает в голове
и только после думает над текстом,
словесной линией, и только уж потом
его рисует – Фегей – в своей манере,
будто по неподатливой доске,
не принуждая дерево, но гладя.
Фегей свой глаз учил без остановки.
А тот, последний из его рисунков,
«Et surtout la santé!», был завершен
тем самым утром, тем последним утром
Фегея, что в жизни был всегда
на стороне слабейшего, и часто,
бывало, спрашивал себя, а можно ль жить,
не утесняя никого другого.

Как бывает, что облака пересекают путь самолета,
а бывает, что рокот его
небо пустое пересекает.

А Годиос, экономист, считал, что лишь
отказ от прибыли преодолеть поможет кризис,
в его мозгу безбожные кружили духи –
Маркс, Кейнс, трибуны шестьдесят восьмого,
друг Уэльбек, герои Рьём-Савéр,
мечты рассудка и реальные кошмары
валютных рынков, и экологическая боль.

Фест был рожден в Тунисе; мать –
еврейка франко-итальянская, отец –
еврей из Польши; и отца убили,
когда он был двух лет; Фест говорил,
что тень отца его не отпускала
всю жизнь его, еще он говорил:
«рай населяют идиоты – те, что верят
в его существованье», а еще,
что «юмор есть кратчайший путь
от человека к человеку», а жене
сказал: «Когда умру, ты выбрось
мой пепел в унитаз, тогда смогу
я любоваться каждый раз с утра
твоею попой», и рассветные лучи
прольются красным на туалетный коврик.

Как имя его вырежут с ошибкой
на памятной доске…

Был выходцем из Сена – Сен-Дени,
назавтра отмечал он день рожденья,
был ростом метр и семьдесят и пять
и, собственно, ничем не выделялся
Скамандрий скрытный. Хоть в полиции служил,
в его квартале ни один не знал об этом;
по паспорту Ахмед, в семье – Хоссейн,
а для друзей в Ливри-Гарган и вовсе –
Мемед; не помогли ему ничем
ни навык обращения с оружьем,
ни пистолет его (в котором были
лишь тренировочные пули, как признался
Рокко Контенто, комиссар) – ничто
против оружья боевого: подстрелили,
упал, пощады просит, а ему:
«Что, замочить хотел нас?», он кричит:
«Нет! всё нормально, шеф…» и кверху тянет руки:
его расстреливают в голову, в упор.

Как бы расстреливают в голову, в упор.

И что за морок – оба этих брата,
их ноги черные, их нежные глаза,
их крики, спуск курка – прежде убийства
они уж были, как те мертвые, мертвы

Published January 7, 2017
© 2016 Vanni Bianconi
© 2016 Specimen


Other
Languages
Italian
Russian
Italian
English

“Il mezzogiorno” è una sezione della poesia inedita di Vanni Bianconi “Ore del giorno”. Il giorno in questione è il 7 gennaio 2015. Le altre sezioni parlano del risveglio la mattina del compleanno, della separazione, di una casa lasciata e delle strade di Londra. “Il mezzogiorno” tratta della strage nella sede della rivista satirica “Charlie Hebdo”, avvenuta quel giorno, e lo fa attraverso il filtro dell’Iliade, non appropriandosi della sua dimensione epica, o tantomeno eroica, ma di quella meno evidente che ci restituisce i dettagli minimi, tristi, umani delle persone qualunque uccise in battaglia.

“Il mezzogiorno” (“Midday”) is a section of Vanni Bianconi’s unpublished poem “Hours of the Day”. The day is January 7, 2015. The other sections are about waking up on a birthday morning, a separation, a deserted house and the streets of London. “Midday” depicts the Charlie Hebdo killing, which happened that very day, and does it through the filter of the Iliad: not for its epic or heroic dimensions, but, on the contrary, for the human undertones that describe the minor details of the lives, the families and the physical traits of the common people killed in battle, as well as the moment of their deaths.


Your
Tools
Close Language
Close Language
Add Bookmark